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acqua

Test per acquari

Nella gestione di un acquario è molto importante ricreare condizioni ottimali per la fauna e la flora che poi andremo ad introdurre.
Perciò, è essenziale verificare i valori dell’acqua sia dolce che marina con test per acquari specifici; è importante che questi test siano precisi ed affidabili, (purtroppo non sempre è così).
La corretta esecuzione dei test ci permette di monitorare e controllare l’acqua quando vogliamo, per evitare tantissimi problemi come la proliferazione di alghe indesiderate, malattie, torbidità dell’acqua ecc.

Tutti i test per acquari si basano su campioni d’acqua ai quali aggiungiamo dei reagenti, i quali, raggiunta una certa concentrazione variano di colore dandoci la posizione sulla scala colorimetrica e rilevandone così il valore misurato.
Si eseguono tutti più o meno con lo stesso procedimento, è un modo semplice, economico e abbastanza preciso; a nostro parere, i meno affidabili sono le famose “striscette” che con un unico gesto ci permettono di misurare tutti i valori, non essendo nè precise nè affidabili come i test colorimetrici, possono dare l’ impressione che tutto vada bene.
Ma soprattutto nei sistemi dove la precisione è molto importante come ad esempio acquari marini o acquari d’acqua dolce ospitanti Discus, ma in generale, su tutti gli acquari anche perchè spesso tante forme di vita vengono etichettate come difficili quando sono semplicemente più sensibili che altre a certe situazioni.
Pensate cosa succederebbe se in ospedale vi sbagliassero gli esami come quelli del sangue o altri che tutti i giorni vengono eseguite proprio per capire dove e se c’è un problema, come dicono i medici prevenire è meglio che curare.

I test per acquari dovrebbero essere eseguiti abbastanza frequentemente in particolare all’inizio quando, dopo l’allestimento, abbiamo bisogno di sapere i valori dell’acqua per capire se tutto va bene.
In tanti anni di attività ci è capitato spesso di vedere che chi ha trascurato questa fase ha rilevato problemi poi di difficile soluzione.

Con l’inserimento dei primi ospiti è consigliato verificare, tramite appositi test per acquari, se le condizioni non siano cambiate, soprattutto per i neofiti, che non abituati ad alimentare i pesci, non venga distribuito troppo cibo, in tal caso il livello di inquinamento organico potrebbe alzarsi e causare non pochi problemi al nostro ecosistema.
Dopo questa prima fase è consigliato fare i test per acquari d’acqua dolce almeno una volta al mese, soprattutto dopo i cambi d’acqua, per verificare che tutti i valori siano ottimali; mentre per l’acquario d’acqua marina è alle volte opportuno verificare alcuni parametri (KH-MG-CA-NO3-PO4 in particolare) anche una volta a settimana soprattutto se si vuole ottenere un ambiente adatto ad animali piuttosto sofisticati come certe varietà di pesci o coralli.
È comunque vero che anche per forme di vita piuttosto adattabili e ritenute più facili se c’è qualcosa che non và e viene trascurato è solo questione di tempo prima che anche loro si arrendano ad un ambiente non consono alla loro vita (vale anche per i vegetali).
Con questo non vogliamo spaventarvi facendovi credere che i test per acquari siano cose talmente complicate che solo un chimico riuscirebbe a fare, anzi, le ditte serie lavorano proprio per semplificare queste cose e possiamo garantirvi che con un minimo di spiegazioni da parte nostra e un po’ di volontà da parte vostra anche chi non ha mai avuto un acquario potrà cimentarsi anche negli ambienti più sofisticati, cosa con cui ci confrontiamo tutti i giorni essendo parte del nostro mestiere.

I test più importanti da fare in tutti gli acquari:

>> NO2 – Nitriti

Sono il prodotto della trasformazione dell’ammoniaca da parte dei batteri nitrificanti.
Normalmente li troviamo nelle prime settimane di funzionamento dell’acquario, dopo devono essere non rilevabili (0 mg/lt) visto che sono altamente tossici per pesci , coralli e praticamente per ogni ospite del nostro acquario, piante comprese.
Nel caso risultasse dai test per acquari eseguiti, valori di nitriti persistenti, cioè che non vanno a 0 mg/lt al massimo  in una settimana, spesso è sufficente utilizzare una flora batterica di buona qualità o verificare il buon funzionamento del filtro biologico in acqua dolce, in acquario marino bisogna controllare che qualcosa non li produca, se avete problemi di nitriti comunque dopo un certo tempo di funzionamento dell’ acquario (qualche settimana) bisognerà verificare il corretto funzionamento delle varie tecnologie adibite allo smaltimento degli stessi, vi invitiamo in questo caso a contattarci in negozio per consigli su questo argomento.

>> NO3 – Nitrati

Sono il prodotto finale del ciclo di ossidazione dei batteri nitrificanti aerobici, cioè il passaggio seguente ai nitriti. Sono i composti azotati meno pericolosi per i pesci ma sono anche il nutrimento per le alghe.
In acquario d’acqua dolce l’ideale sarebbe avere nitrati non rilevabili (0 mg/lt) ma fino a 20 mg/l sono tollerati anche dai pesci più sensibili.
Se la loro concentrazione supera i 50 mg/l può essere pericoloso, infatti molti pesci si indeboliscono fino a morire.
In acquario marino è bene avere i nitrati non rilevabili (0 mg/lt) perchè molti coralli come gli SPS e LPS non tollerano i nitrati.

E’ consigliato in acqua dolce fare il test NO3 (nitrati) almeno una volta al mese, in acqua marina ogni 15 giorni.
Ricordatevi sempre di utilizzare test per acquari di qualità perchè tanti test non danno risultati affidabili soprattutto in acqua marina dove la precisione è molto importante.
Gli organismi marini, quasi tutti provenienti da barriere coralline incontaminate, ne risentono più che in acqua dolce infatti secondo la nostra esperienza di negozianti ormai da trent’anni, un mito da sfatare è quello che nell’acquario marino contenente coralli molli possano essere presenti nitrati in quantità anche solo di pochi mg/lt.
E’ vero i coralli molli sono più adattabili, non muoiono ma si presentano, in presenza di nitrati, sempre con colori molto scuri (marroni o neri) per lo sviluppo incontrollato delle Zooxantelle nei loro tessuti e spesso estroflettono per niente o poco i loro tentacoli, in queste condizioni perdono completamente il loro fascino e si inibisce la crescita.

Come per i nitriti se avete problemi di nitrati vi invitiamo a passare in negozio dove analizzeremo insieme il problema.

>> PO4 – Fosfati

Sono la sostanza ultima del ciclo della decomposizione di cibo, rifiuti organici, foglie in decomposizione e sono presenti anche nell’acqua del rubinetto spesso insieme a discrete quantità di nitrati pertanto si sconsiglia l’utilizzo della stessa in ogni ambiente acquatico, marino soprattutto, in cui a nostro parere è praticamente vietata.

Sono un problema insidioso se presenti, infatti, i valori riscontrati devono essere prossimi allo zero, anche in concentrazioni minime possono essere la causa di alghe indesiderate e cianobatteri o alghe filamentose favorendo un peggioramento delle condizioni dell’acquario.
In caso di valori persistenti si consiglia l’utilizzo in acqua dolce di resine dedicate all’assorbimento degli stessi.

Se si trascura questo problema, che spesso tende a peggiorare nel tempo, si assisterà ad un peggioramento generalizzato dell’ ambiente e ad una crescita stentata delle piante, o come già accennato, ad uno sviluppo di alghe letteralmente “inguardabili” come le alghe nere a pennello, a nostro parere il peggio del peggio.

Spesso, quando si assiste a morti “strane” come la morte di un pesce ogni tanto, il problema risiede proprio nella concentrazione di fosfati.
Per l’acquario marino la presenza di fosfati spesso è causata da schiumatoi non performanti o rocce vive spurgate male, per questo noi mettiamo una particolare cura nello spurgo delle stesse, e questa, è una cosa spesso trascurata dai neofiti in favore di rocce vive economiche spesso già usate, con fosfati precipitati sulla loro superfice.

Ricordatevi che un buon inizio è metà dell’opera!
Non ci stancheremo mai di dirvi di utilizzare test per acquari validi per il fosfato in acquario marino (no striscette) in quanto valori anche molto bassi (0,05- 0,1 mg/lt) possono ritardare anche di molto l’avviamento di un acquario appena allestito causando vari problemi di lunga soluzione.

Per sviscerare meglio il problema non esitate a contattarci.

>> KH – Durezza carbonatica o temporanea

Questo valore misura i carbonati e bicarbonati presenti in soluzione in acqua e forma una parte della durezza totale.
Il KH ha un ruolo importante nell’equilibrio chimico dell’acqua dell’acquario con una stretta relazione con il PH.
Un KH troppo basso rende il PH più instabile e di conseguenza causa ambienti non stabili con ripercussioni sulla flora e la fauna in acqua dolce.
Per il marino è un valore basilare per l’allevamento e la riproduzione dei coralli soprattutto quelli con scheletro calcareo che se non hanno sempre a disposizione valori KH idonei (bilanciati con CA e MG) smettono di crescere languendo e scurendosi parecchio.
Per saperne di più…….

Vi invitiamo in negozio per vedere i benefici sui coralli duri di un KH sempre bilanciato e naturalmente vi daremo tutte le spiegazioni per ottenerlo anche nelle vostre vasche.

>> PH – Acido-alcalinità

Indica se l’acqua è acida, neutra o alcalina (basica).
PH 7 è il valore neutro, da 0 a 6,9  è acida e da 7,1 a 14 indica alcalinità.
In acqua dolce il PH da 6,8 a 7,1 è indicato per allevare la maggior parte di pesci e piante.
In acqua marina il PH è ideale da 7,9 a 8,1.
Ricordiamo che per chi volesse cimentarsi nella misurazione del PH di misurare più o meno sempre alla stessa ora perchè sia nel dolce che nel marino il PH durante la giornata può variare anche di parecchi punti.

>> Temperatura

Anche se spesso viene trascurata o data per scontata ( tanto ci pensa il riscaldatore) la temperatura in acquario è un valore fondamentale per la vita e il benessere di pesci, piante e invertebrati sia  in acqua marina che dolce.
Quasi tutti i pesci, vegetali o coralli che ospitiamo in acquario sono di origine tropicale, perciò la temperatura media oscilla tra i 24° e i 30° a seconda delle provenienze di coloro che desideriamo allevare nel nostro paradiso sottomarino.

Spesso questo parametro di facile controllo viene dato per scontato provocando problemi che ci inducono spesso a ricercare soluzioni che creano altri problemi ( vedi affannose ricerche su internet con consigli di qualsiasi tipo dati da gente che sarebbe meglio che stesse zitta ) infatti se la temperatura non è simile ai valori dei luoghi d’origine, i pesci si ammalano, le piante stentano a crescere ricoprendosi di alghe e perdono le foglie e gli invertebrati deperiscono rapidamente fino a morire.

Il termometro è un accessorio importante, da sistemare ben visibile in vasca, per accertarsi che la temperatura sia stabile e corretta, come impostato sul riscaldatore, che purtroppo, col passare del tempo quasi tutti perdono precisione e quindi hanno bisogno di essere ritarati.
Se ci apprestiamo a fare un cambio acqua o semplicemente aggiungiamo acqua per rimpiazzare quella evaporata è opportuno verificare sempre che la temperatura sia uguale a quella che abbiamo in vasca.
Inserire acqua fredda o troppo calda in acquario significa esporre i nostri amici pesci a malattie, infatti molti pesci muoiono in pochi minuti se esposti a sbalzi repentini di temperatura.

Per questo è fondamentale misurare non solo la temperatura in vasca ma anche quella dei cambi d’acqua periodici per evitare spiacevolissimi inconvenienti.

Spesso in negozio riscontriamo tantissimi problemi ( soprattutto malattie, in questo caso date spesso dal freddo ) dati da temperature non controllate, purtroppo succede anche che riscaldatori molto vecchi impazziscono e “cuociono” letteralmente i nostri pasci, con temperature che arrivano anche a quaranta gradi, cosa che si può verificare con una semplice occhiata al termometro, quindi OCCHIO.

In acquari d’acqua dolce tropicale:

>> GH – Durezza Totale

Questo valore indica la quantità di sali presenti in soluzione nell’acqua, il sistema di misurazione in acquariologia è quello tedesco espresso in gradi GH.
L’acqua è considerata “dura” (dai 15° ai 20° o più di GH) o “tenera” (dai 4/5° ai 10° di GH).
Per una buona crescita delle piante in acqua dolce e per andare incontro alle esigenze della maggior parte dei pesci si consiglia un’acqua tendenzialmente tenera (intorno ai 10 gradi GH o conducibilità elettrica intorno ai 400 – 500 microsiemens) per questo, si sconsiglia la maggior parte delle acque di rubinetto almeno in Emilia Romagna.

>> Conduttività

E’ la misura della quantità di corrente che l’acqua può condurre e dipende dalla concentrazione di molecole ioniche (dotate di carica elettrica) disciolte in acqua.
Più particelle cariche (ioni) si trovano nell’acqua maggiore è la conduttività cioè la quantità di sali disciolti perciò l’acqua è più dura.
L’ acqua di rubinetto intorno a Modena ad esempio è durissima (forti concentrazioni di sali) quindi caldamente sconsigliata per l’ acqua dolce e a nostro parere vietata nel marino.

In acquari d’acqua marina:

>> Salinità

E’ il termine per indicare la quantità di sali disciolti nelle acque marine, viene definita anche densità e corrisponde ai grammi di sale per litro di soluzione.
In natura la salinità varia da zona a zona in funzione di molti fattori quali l’evaporazione, l’apporto d’acqua dolce, le precipitazioni e la temperatura.
In acquario, la manteniamo circa dai 33 a 35 grammi di sale per litro d’acqua ad osmosi, che corrispondono a 25° di temperatura, a 1021/1025 sulla scala del rifrattometro.

Il rifrattometro è uno strumento preciso e affidabile che ci permette, per mezzo della rifrazione della luce con un sofisticato sistema di lenti, di leggere sulla scala di lettura direttamente la densità dell’acqua marina.
Il progressivo abbassamento del prezzo di tale strumento (per fortuna) e la sua precisione lo hanno reso a nostro parere l’unico strumento da utilizzare per misurazioni ottimali.
Spesso si tende a trascurare la misurazione della salinità, ma ricordatevi, si chiama salata proprio per la forte concentrazione di elementi che favoriscono tanti processi, quindi, se volete un consiglio soprattutto nei cambi d’acqua utilizzate sali di qualità (noi stessi ne abbiamo scartati parecchi) e controllate che la salinità dell’ acqua del cambio sia identica a quella dell ‘acquario.

>> CA – Calcio

Il calcio è necessario per i processi metabolici, infatti viene usato dai coralli duri per la costruzione dello scheletro, dalle alghe coralline, dai molluschi per la conchiglia….insomma è molto importante mantenere questo parametro sotto controllo infatti è bene avere parametri di calcio tra 360 mg/lt ai 450 mg/lt.
Per saperne di più vi rimandiamo alla nostra guida sulla “triade”, coi parametri di Calcio Magnesio e KH negli acquari marini ottimali.

>> MG – Magnesio

Il magnesio è anch’esso necessario per la calcificazione dello scheletro dei coralli duri, come il calcio, infatti, una bassa quantità di magnesio in acqua marina può provocare lo scolorimento dei coralli, sia duri che molli e un blocco nell’assimilazione del calcio causando fragilità dello scheletro.
I valori ideali di magnesio in acquario sono tra i 1250 e 1350 mg/lt molto vicino ai valori dell’acqua marina naturale.
Per saperne di più vi rimandiamo all’approfondimento su Calcio Magnesio e KH negli acquari marini.

Non siamo in negozio solo per vendere ma anche per spiegarvi come funziona il nostro bellissimo hobby e vi garantiamo che quando vi renderete conto che è più facile di quello che sembra sarete contenti sia voi che il vostro acquario.