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Scalare

Scalare 2
Lo Pterophyllum scalare o più comunemente chiamato Scalare o Pesce Angelo è un pesce tropicale d’acqua dolce della famiglia Ciclidae.
Lo scalare è diffuso principalmente nel bacino del Rio delle Amazzoni in acque calme e ricche di piante acquatiche, è molto robusto e si alleva con molta facilità in acquario.

Lo scalare ha un corpo arrotondato e piatto con la pinna dorsale e anale molto alte, la pinna caudale ampia, ha pinne ventrali lunghe e  filiformi  e ha una sporgenza a becco in corrispondenza della bocca che conferiscono al pesce un aspetto regale e maestoso. Da adulto raggiunge dimensioni medio grandi e la sua dimensione finale, come in tutti i pesci, è determinata da tanti fattori (dimensione dell’ acquario, qualità dell’ acqua ecc.)  e quindi  è meglio allevare questo pesce in acquari medio grandi. Nella forma selvatica la livrea è di color grigio/argento con alcune bande verticali più scure ma grazie a decenni di selezione ora si conoscono numerose variaziono cromatiche.
L’acquario ideale è ricco di vegetazione con legni, rocce e spazi per nuotare liberamente, sono onnivori e accettano senza problemi tutti i cibi, dal mangime surgelato, al mangime in scaglie o in granuli che consuma con voracità e ingordigia.

Lo scalare è un pesce sostanzialmente pacifico però è importante tener conto che da adulto in natura, si ciba di avanotti e piccoli crostacei per tale motivo è sconsigliato l’abbinamento con pesci di piccola taglia anche se resta comunque uno dei ciclidi più adatti all’acquario di comunità.

La riproduzione è molto comune in acquario, è oviparo e forma coppie monogame, offrono cure parentali per parecchi giorni anche dopo la schiusa delle uova.

Solo durante la deposizione è possibile riconoscere il dimorfismo sessuale della coppia infatti è ben visibile nella femmina l’ovidotto (l’organo depositore femminile).
Appena scelto il luogo più adatto per la deposizione delle uova, solitamente foglie medio/grandi o le pareti del filtro, la coppia ripulisce per bene la superfice prescelta, la femmina inizia la deposizione delle uova, il maschio la segue fecondandole.

I due genitori, finita la deposizione, rimangono a controllare le uova ventilandole con le pinne pettorali per favorire una buona movimentazione e ossigenazione dell’acqua, aiutando così  anche il distacco di uova non fecondate e  ammuffite operazione che viene fatta solitamente anche con la bocca, proteggono anche molto vivacemente la zona da eventuali intrusi.

Alla schiusa, che avviene dopo circa 48/72 ore, le larve sono dotate di sacco vitellino che gli permette di alimentarsi per circa una settimana, all’esaurimento di questa scorta alimentare gli avanotti cominciano a nuotare e ad  alimentarsi da soli.
Si consiglia l’allevamento in piccoli gruppi di giovane età, al raggiungimento della maturità sessuale iniziano a formarsi le coppie e  il loro comportamento cambia e diventa più aggressivo verso quegli esemplari che potrebbero risultare pericolosi per la sicurezza della prole.