Ocean 3D

Il metodo Berlinese

Il Metodo Berlinese applicato negli acquari marini

La storia del Metodo Berlinese

Il metodo Berlinese cerca di riprodurre in modo più naturale possibile l’habitat e i processi bio-chimici della barriera corallina.
A sperimentarlo è stato un certo Struber che per primo, a Berlino, riuscì ad allevare coralli ritenuti impossibili per l’epoca, come le acropore con successo in acquario.
Attualmente secondo noi è il metodo migliore per avere risultati duraturi nel tempo, infatti lo usiamo in tutte le nostre vasche da diversi anni, bisogna anche considerare che, con il passare del tempo, questo metodo è stato sicuramente migliorato da studi e tecnologie sempre più performanti.

Classico esempio di metodo Berlinese sono gli schiumatoi di cui esistono tantissime varianti, ricordiamo le prime esperienze nei primi anni novanta, con schiumatoi che oggi farebbero sorridere, basati sull’areazione del tubo di contatto unicamente da pietre porose, sottodimensionati e per quello che è la tecnologia attuale, assolutamente inadatti; nonnostante questo, si ottennero comunque i primi risultati positivi perchè si cominciava a distinguere tra acquario marino e acquario d’ acqua dolce che era l’unica esperienza dell’epoca, ricordate sempre che sono due cose molto diverse, spesso ci capita ancora, in negozio, di parlare con persone mal consigliate, che pensano di avere un’acquario marino, mentre hanno un’ acquario d’ acqua dolce salato, da cui non ricaveranno mai niente se non animali stressati e livelli di inquinamento molto elevati.

Come mettere in pratica il Metodo Berlinese:

I punti principali per allestire un acquario marino col metodo Berlinese sono:

  • Vasca aperta con potenti lampade per una perfetta crescita dei coralli duri;
  • Vasca inferiore (chiamata Sump) dove si possono alloggiare lo schiumatoio, pompa di risalita, reattore di zeolite, il reattore di carbone ed eventualmente quello di calcio, praticamente è una vasca porta accessori.
  • Lo schiumatoio (detto skimmer) nel metodo Berlinese è fondamentale, rimuove gran parte delle sostanze della trasformazione batterica che diventerebbero inquinamento.
    Lo schiumatoio utilizzato deve essere adeguatamente potente per far sì che i valori dell’acqua siano il più possibile simili a quelli dell’acqua marina naturale.
  • Il filtraggio biologico è affidato alle rocce vive pari circa a 1Kg ogni 5-10 litri di acqua per far sì che  i batteri anaerobici, che sono al loro interno, completino il ciclo dell’azoto fino all’eliminazione totale dei nitrati.
    Le rocce sono considerate vive non solo per i batteri che ospitano, ma anche per piccoli spirografi, stelle marine, lumachine, granchietti, alghe e a volte coralli, inoltre arredano e danno rifugio ai pesci che popolano il reef ricreando il loro ambiente naturale.
  • Forte movimento d’acqua in vasca, per mezzo di pompe di movimento (minimo 20 volte il volume complessivo di acqua) che simulano le correnti marine al fine di eliminare il più possibile la CO2, garantendo così un PH superiore a 7,9.
    Muovendosi forte, l’acqua non fa depositare sedimenti e detriti sul fondo che potrebbero far proliferare i cianobatteri, aiuta i coralli a nutrirsi aiutandoli ad estroflettere i tentacoli che si allungano nell’acqua per catturare il cibo, aiutano la pulizia del corallo dalle mute, ed  assicurano con il loro forte movimento un adeguato scambio gassoso.
    Mantenendo il movimento continuo i sedimenti e i detriti riescono a raggiungere lo schiumatoio più facilmente dove saranno eliminati. Attualmente esistono pompe sofisticatissime che garantiscono risultati eccezzionali.
  • L’aggiunta regolare di oligoelementi nel metodo Berlinese serve per reintegrare tutte le sostanze che vengono degradate dall’azione dello schiumatoio e dall’assorbimento per osmosi dagli animali stessi (coralli, crostacei, pesci) e dall’azione di tutte le sostanze assorbenti presenti nel metodo Berlinese (carbone attivo minerale, zeolite).
    Sono quindi importanti per un’acqua marina sempre in equilibrio con tutte le sue caratteristiche sempre presenti per assicurarci un acquario in salute, solitamente l’aggiunta di oligoelementi si effettua nelle settimane in cui non si fanno cambi d’acqua per evitare un sovradosaggio di oligoelementi che potrebbe causare danni a coralli sensibili come le acropore, personalmente abbiamo constatato più volte quanto siano importanti soprattutto per la colorazione e la buona crescita di tutti i coralli duri SPS e LPS.
  • Cambi d’acqua parziali del 10% al mese o ogni 15 giorni, nel metodo Berlinese, servono per reintegrare gli oligoelementi ed a eliminare sostanze tossiche accumulatesi nel tempo.
  • Ghiaia quasi assente sul fondo, per evitare l’accumulo di detriti e sporco che potrebbero risultare tossici per gli animali.

Con il metodo Berlinese in acquario marino limitiamo il più possibile l’inquinamento utilizzando supporti naturali, ma questo, comunque, non è l’unico metodo per gestire un acquario marino anche se sicuramente è il più diffuso tra gli acquariofili.
Noi lo utilizziamo con ottimi risultati e lo consigliamo non solo per reef di coralli duri SPS e LPS ma anche con coralli molli e in particolare con molti pesci…..vedere per credere.