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ALGHE IN ACQUARIO – TUTTO CIÒ CHE NON SAPEVATE:

Il problema alghe in tutti i tipi di acquario (dolci o marini) è uno degli argomenti che più frequentemente affrontiamo.
In negozio con i nostri clienti, confrontandoci quasi sempre con situazioni apparentemente irrisolvibili e che mettono a dura prova la pazienza, anche del più irriducibile e tenace appassionato.

Prima o poi tutti gli acquariofili si imbattono in problemi dovuti alle alghe, risolverli, riuscendo a controllarne l’anomalo sviluppo, può essere un vero banco di prova per la nostra passione.
In effetti in particolari condizioni ambientali, qualunque tipo di alga, fitoplancton e cianobatterio può “fiorire” in modo esplosivo e trasformarsi in un problema, soprattutto estetico.
L’unica cosa che vi possiamo dire, se siete sul punto di “mollare tutto” perché il vostro costoso acquario ha un’incontrollabile sviluppo di alghe che vi fa’ impazzire, è RESISTETE!, perché per affrontare qualsiasi problema bisogna innanzi tutto ricercarne la causa, ad ogni diverso problema la sua soluzione.

COME AFFRONTARE IL PROBLEMA ALGHE:

Ricordatevi sempre che, per quello che può essere la nostra esperienza, la “cura contro le alghe” , normalmente non coinvolge un singolo fattore, se no sarebbe anche troppo facile.
Ma piuttosto una serie di piccole concause, e che una “fioritura” esplosiva può richiedere tempo per regredire e normalizzarsi dopo che un’azione correttiva è stata intrapresa.
Controllare un sistema biologico vivo è qualcosa di diverso dall’eliminare le alghe in una piscina dosando semplicemente del cloro!

Vi posso dire, per esperienza diretta, che chi ha “tenuto botta” e ha risolto il problema alghe ne è uscito con un’esperienza che lo ha arricchito.
Nella maggior parte dei casi gli ha permesso di capire dove sbagliava senza rendersene conto, permettendogli una molto più facile gestione della vasca in suo possesso che sia dolce o marina, spesso per avere successo bisogna passare per varie esperienze negative.

NON TUTTE LE ALGHE VENGONO PER NUOCERE:

Dopo aver affrontato il “problema alghe” in modo solo negativo, vediamone anche l’aspetto positivo, infatti, quando le alghe sono sotto controllo in un ambiente ben bilanciato, sono una componente essenziale dell’ambiente naturale e dei nostri acquari.

Le alghe sono produttori primari, utilizzati da pesci e invertebrati come cibo, infatti, essendo alla base della catena alimentare negli oceani vengono anche definite “fieno del mare”.
Filtrano l’acqua nei sistemi a circuito chiuso, rimuovendo l’ammoniaca, i nitrati, i fosfati e i metalli pesanti, fissano l’azoto e sono una fonte importante di sostanze nutritive in ambienti che ne sono poveri, sono anche in grado di liberare sostanze organiche utili ai pesci e agli invertebrati.

CONOSCIAMO MEGLIO LE ALGHE:

Con il termine alghe si intende un insieme di organismi in cui tutti possiedono clorofilla, tutti producono spore come metodo riproduttivo e la maggior parte sono acquatiche.
Le dimensioni delle alghe variano dal microscopico plancton unicellulare al pluricellulare Kelp che può raggiungere i 50 mt. di lunghezza.
La maggior parte sono fotosintetiche, alcune sono simbiotiche (zooxantelle) ed alcune parassite.

PRINCIPALI CAUSE E SOLUZIONI PER LA CRESCITA DI ALGHE:

Le alghe sono fortemente condizionate dalle caratteristiche chimiche dell’acqua in cui sono immerse, da ciò la possibilità di liberarcene cambiando le caratteristiche limitandone la crescita, ad esempio è sufficiente in alcuni casi dosare correttamente la principale fonte di nitrati in acquario, cioè la quantità di cibo distribuito ai pesci.
Soprattutto i cibi secchi hanno un tasso proteico relativamente elevato e contribuiscono, se dosati male, ad innalzare in maniera rilevante la concentrazione dell’azoto (nitrati), è questo solitamente l’errore più frequente dei principianti, che si “divertono” nel veder mangiare i pesci senza rendersi conto, per semplice mancanza di esperienza, dei danni a lungo termine che provocano all’acquario.

I fosfati sono un’altra delle cause di crescita anomale di alghe, bisogna assolutamente limitarne i quantitativi in acqua, con l’uso di vari metodi di cui potremo discutere direttamente in negozio, a seconda se si tratta di acquari d’acqua dolce o marina.
Pensate che in acqua marina, in ambienti sofisticati come quello delle acropore già 0,03 – 0,5 mg./lt. di fosfati sono un problema.
Una delle cause nascoste per la presenza dei fosfati è l’utilizzo di carboni attivi che li rilasciano, quindi come sempre occhio alla qualità dei prodotti (e dei test) che si utilizzano.
In acqua marina, spesso, alte quantità di fosfato che nel tempo tendono ad aumentare sono date da carenze degli schiumatoi (un’attrezzatura basilare per l’acquario marino berlinese) che sono o sottodimensionati o con caratteristiche non performanti.

I silicati, altro dei problemi che bisogna assolutamente risolvere, sono presenti nell’acqua di rubinetto in dosi massicce.
Sperando che nessuno usi acqua di rubinetto per l’acqua marina, attenzione a chi la usa per  l’acquario d’acqua dolce, anche diluita con acqua ad osmosi il contenuto di silicati, pesticidi, nitrati, fosfati, metalli pesanti, cloro ecc. è molto elevato.
Nell’acqua marina raccomandiamo unicamente l’utilizzo di acqua ad osmosi senza silicati, da noi regolarmente prodotta.

Sostanze organiche in soluzione, come vitamine, acetati, zuccheri, fertilizzanti a base di ferro, aminoacidi, in elevati quantitativi possono stimolare un eccessivo sviluppo delle alghe, il consiglio quindi alla prima comparsa di patine o filamenti anomali di qualsiasi colore, è quello di ridurre per prima cosa l’utilizzo di qualsiasi prodotto che non sia strettamente necessario.

Temperatura dell’acqua e luce, altri parametri fondamentali per il contenimento delle alghe, ricordatevi se utilizzate luci fluorescenti (neon e lampade hqi) di sostituirli regolarmente (6-12 mesi) e state attenti nei periodi estivi alla temperatura.

Il movimento dell’acqua, con correnti medio forti, muove la sabbia ed evita la formazione di cuscinetti e patine algali e la formazione di alcune alghe filamentose e diatomee dovute ad uno scarso movimento dell’acqua che favorisce la sedimentazione e l’accumulo di detriti ricchi di sostanze nutrienti, che abbinati alla luce sono la gioia delle alghe.

Anche gli animali erbivori (pesci ed invertebrati) di vario tipo sono forse il mezzo più semplice per il controllo delle alghe, ed hanno un ruolo fondamentale per il contenimento delle alghe in tutti i tipi di acquario.

ALGHE IN ACQUARI MARINI, COME CONTRASTARLE:

Nell’acquario marino spesso tanti clienti ci mostrano foto tratte da internet di acquari stupendi dicendo “come cavolo fanno?”
Se uno ci fà caso, sono sempre acquari “murati” di coralli, infatti i coralli competono con le alghe.
Con una bassa concentrazione di sostanze nutritive, forte illuminazione ed altre condizioni adatte allo sviluppo dei coralli (temperatura, alcalinità, salinità) si impone quello dei due che più abbonda sul substrato.
In un acquario con rocce vive e pochi coralli l’equilibrio è difficile da mantenere.
Più coralli ci sono meno probabilità per le alghe di dominare; minore il numero dei coralli più possibilità per le alghe di dominare.
Altri due piccoli ma preziosi consigli che potrete adottare per i vostri acquari marini, sono:

  • mantenere l’alcalinità (o KH) superiore o pari ad 8 dKH
  • eliminare i fosfati (PO4) via schiumatoio

PER LE ALGHE NEGLI ACQUARI D’ACQUA DOLCE:

Analogo discorso per l’acquario d’acqua dolce è il contenuto di piante, cioè a maggior numero di piante rigogliose corrisponde un minor contenuto di alghe.

In pratica dopo quanto detto avrete capito che non esiste la formuletta magica o il prodotto fantastico o “il modo” per eliminare le alghe, tutto al più “i modi”, a seconda del tipo di problema che si presenta.
Comunque per cercare di riassumere i principali modi per il controllo delle alghe negli acquari d’ acqua dolce/marino possiamo concludere che:

PER ACQUARI D’ACQUA DOLCE E MARINI:

  • usate sempre acqua “senza silicati” per la preparazione dei cambi e dei rabbocchi;
  • abbattere completamente i nitriti/ammoniaca (NO2/ NH4);
  • eliminare le cause dell’alto contenuto di nitrati (NO3);
  • utilizzare, se è il caso e con la dovuta cautela, assorbenti specifici (resine);
  • utilizzate carboni attivi, soprattutto nel marino, garantiti che non rilascino fosfato;
  • immissione di animali erbivori;
  • sifonatura o rimozione manuale periodica substrati;
  • flusso idrico medio nel dolce, forte nel marino;
  • riduzione dei silicati (SIO4).

Per finire l’articolo sulla “rottura delle alghe” naturalmente il discorso si può ampliare e approfondire ulteriormente con una vostra, sempre gradita, visita presso il nostro negozio.

A PRESTO!